Programma

Corrado Augias - Processo a Giulio Cesare

di Corrado Augias e Vladimiro Polchi
con Paolo Bonacelli e Urbano Barberini
e con Giandomenico Cupaiuolo, Giuseppe Marini, Vladimiro Polchi, Lidia Vitale e Cecilia Zingaro
con la partecipazione straordinaria di Corrado Augias
mise en espace a cura di Giuseppe Marini 
organizzazione generale Viviana Broglio

Il protagonista è Giulio Cesare. Quale migliore palcoscenico e quale più emblematico personaggio si potevano immaginare per uno spettacolo che intende processare la storia? Processo a Giulio Cesare: anatomia di un omicidio è il titolo del lavoro teatrale scritto da Corrado Augias e Vladimiro Polchi. Sulla scena di Processo a Giulio Cesare ha luogo un processo immaginario intentato al grande condottiero e politico romano. Accusa (Urbano Barberini) e difesa (Paolo Bonacelli) ne passano al vaglio le gesta memorabili, discutono con finissima retorica la portata storica, politica, morale delle sue azioni. Non mancano intense testimonianze di quattro personaggi storici a lui vicini: la moglie Calpurnia, l’amante Cleopatra, il figliastro Bruto, il nemico Vercingetorige. Cesare è colpevole o innocente? Le sue gesta sono state mosse da ambizione personale o da amore per la Repubblica? Agli spettatori, riuniti in giuria, spetta il verdetto finale.
«Se si vuole è un enigma anche l'omicidio di Giulio Cesare. Nella congiura contro di lui sono presenti tutte le componenti di un complotto politico, ma ci si chiede: qual era la principale? Cesare era un dittatore "democratico", ma un dittatore può essere democratico? Poi c'è l'enigma di Bruto: era un uomo votato alla libertà, oppure un ambizioso, o solo uno stupido, come lo definì Cicerone che disse "i congiurati hanno agito con coraggio da leoni, ma cervello da bambini", nel senso che non calcolarono bene le conseguenze della loro azione? E poi Cleopatra - aggiunge - era una bambola da letto oppure un’astuta regina che voleva sfruttare la situazione? E con lei Cesare si fece travolgere dalla passione o voleva solo tenersi buono l'Egitto, granaio di Roma? Una vicenda che, da qualunque parte la guardi, non finisce di inquietare: materia adatta al teatro e che al teatro può ridare mordente».

(dalle note di regia di Corrado Augias)